martedì 11 settembre 2018

Il Ballo in Maschera e... Il Coraggio di Esserci


Per tutta la vita ci nascondiamo dietro
il gioco delle maschere.
Interpretiamo i personaggi più disparati nel caleidoscopico e camaleontico gioco della vita.
Siamo caduti nell’erronea identificazione con i personaggi che interpretiamo dimenticandoci
chi siamo veramente.
Questo gioco delle maschere è diventato la nostra rassicurante zona di confort e, contemporaneamente,
la nostra prigione.


Chi sei veramente?
Sei disposto ad uscire dal rassicurante
ballo in maschera delle personalità?
Hai il Coraggio di Esserci?


Il coraggio è l’azione di un cuore impavido.
Un cuore che arde di libertà.
Un cuore che non ha paura di sentire e di amare…


martedì 10 aprile 2018

Lo Yoga nella Vita

Non importa chi siate o crediate di essere, né importa quello che vi è successo in passato o a che punto vi troviate nel presente: chiunque abbia l’intenzione di andare al di là dei pensieri e dei comportamenti che limitano e immobilizzano se stessi può trovare, anzi troverà,
 la libertà con l’aiuto di questa pratica.

Donna Farhi


Queste parole di Donna Farhi, tratte dal libro Lo Yoga nella Vita, sono dirette, incisive e profondamente significative, perché raffigurano sinteticamente il quadro dell'attuale  condizione limitante dell'essere umano e ne indicano la Via verso la liberazione.

Non importa chi siate o crediate di essere, né importa quello che vi è successo in passato o a che punto vi troviate nel presente ...

In questa prima frase viene tagliata alla radice la nostra identificazione con il personaggio che interpretiamo, cioè con chi crediamo di essere, la nostra storia personale, il nostro passato ed anche con ciò che crediamo di essere in questo momento e la situazione di vita in cui ci troviamo attualmente.

Questo è un passaggio fondamentale perché siamo stati educati ad identificarci con la persona, la maschera superficiale del nostro Essere. 

Tale identificazione è proprio la causa della nostra condizione di sudditanza ed asservimento nei confronti dei nostri carcerieri, infatti:

... Chiunque abbia l’intenzione di andare al di là dei pensieri e dei comportamenti che limitano e immobilizzano se stessi ...

Ci  identifichiamo fondamentalmente da un lato con il corpo fisico, con tutti i suoi  comportamenti abitudinari, meccanici e stereotipati, dall'altro con i pensieri che incessantemente si susseguono in un continuo ed instancabile, ma estenuante dialogo interiore.

Tale identificazione ci cristallizza e ci fossilizza nel personaggio caratterizzato che interpretiamo per tutta la durata della nostra tragicommedia chiamata: Vita.

E' naturale che molti Esseri inizino a provare un senso di asfissia e di morte chiusi dentro questa prigione psicologica, che non ha sbarre o mura, ma è fatta soltanto di condizionamenti, credenze, abitudini  e pregiudizi.

Come disse Einstein è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio, ma chiunque ne abbia l'intenzione ...

... può trovare, anzi troverà, la libertà con l’aiuto di questa pratica.

martedì 7 novembre 2017

Voi Non Siete La Vostra Mente

Probabilmente tutti avete incontrato per la strada persone «matte» che parlano o brontolano incessantemente fra sé e sé. Be’, non è molto diverso da ciò che fate voi persone «normali», con la differenza che voi non lo fate ad alta voce. 

Questa voce commenta, opera congetture, giudica, confronta, si lamenta, esprime preferenze e avversioni, eccetera. La voce non è necessariamente pertinente alla situazione in cui vi trovate in quel momento; può rivivere il passato prossimo o remoto oppure preparare o immaginare possibili situazioni future. Qui spesso immagina cose che vanno storte o esiti negativi: è quella che chiamiamo «preoccupazione». Talvolta questa colonna sonora è accompagnata da immagini visive o «filmati mentali». Anche se la voce è pertinente alla situazione contingente, la interpreterà nei termini del passato. Questo perché la voce appartiene alla vostra mente condizionata, che è il risultato di tutta la vostra storia passata oltre che della mentalità culturale collettiva che abbiamo ereditato. Pertanto voi vedete e giudicate il presente con gli occhi del passato e ne ricavate una visione totalmente distorta. Non è insolito che la voce sia il nostro peggior nemico. Molte persone vivono con un torturatore nella testa che le attacca continuamente e le punisce sottraendo loro energia vitale. È la causa di innumerevoli sofferenze e infelicità, nonché di malattie.

La buona notizia è che potete davvero liberarvi dalla mente. È questa l’unica vera liberazione. Potete cominciare subito, ascoltando la voce nella vostra testa quanto più spesso possibile. Prestate particolare attenzione a eventuali schemi di pensiero ripetitivi, quei vecchi dischi di grammofono che ci suonano in testa forse da molti anni È questo che intendo per «osservare colui che pensa», il che è un altro modo per dire: ascoltate la voce nella testa, siate lì come presenza testimone.


Quando ascoltate questa voce, ascoltatela in maniera imparziale. Vale a dire, non date giudizi. Non giudicate o condannate ciò che sentite, perché questo vorrebbe dire che la stessa voce è rientrata dalla porta di servizio. Ve ne renderete conto presto: la voce è lì e voi siete qui ad ascoltarla, a osservarla. Questa realizzazione dell’«io sono», questo senso della propria presenza non è un pensiero, nasce al di là della mente.

Eckhart Tolle


martedì 24 ottobre 2017

Perché Non Mi Risveglio?

A. Sono anni che cerco e pratico, perché non mi risveglio?

M. Semplicemente perché non vuoi veramente risvegliarti.

A. Eppure io voglio risvegliarmi!

M. Prima di tutto devi comprendere che tu non hai un vero “Io”, ovvero un centro di gravità permanente e quindi non puoi avere una tua propria volontà. Può dire “Io” solo chi si è unificato, integrato e individualizzato. Il tuo “io”, la tua personalità, è un agglomerato di “io” diversi, un insieme di aggregati psichici, che sono spesso in contrasto ed in conflitto tra di loro. Ne consegue che è soltanto uno dei tuoi “io” che desidera il risveglio, mentre tutti gli altri preferiscono andare in altre direzioni o mantenere lo stato attuale.

A. Cosa devo fare allora?

M. Perché desideri il risveglio?

A. Perché voglio stare bene! Voglio sentirmi meglio di come mi sento ora.

M. Ti ho già detto che tu non hai un vero “Io” e quindi non puoi avere una “Tua” volontà. Puoi solo avere desideri egoici.

A. Va bene allora… Desidero stare meglio!

M. Se desideri stare bene, significa che tu ora non stai bene: stai soffrendo. La sofferenza è il sintomo che ti sei identificato con un “io” che si sente separato dal Tutto. Questo “io” è illusorio ed irreale perché è una mera credenza, ma il fatto che tu creda di essere questo “io” separato ti fa sentire mancante, piccolo ed indifeso.

Soffri a causa dell’identificazione con un illusorio “io” separato e cerchi qualcosa che ti faccia sentire meglio.

A. Quindi?

M. La tua ricerca di appagamento e felicità viene pervertita dai meccanismi e dalle identificazioni mentali: da tutti i tuoi “io” frammentati. Cerchi infatti di far cessare il senso di mancanza immergendoti nelle esperienze sensuali. Oppure, cerchi nel mondo mentale, in conoscenze, filosofie, religioni e culture.
La tua ricerca di felicità non sarà mai soddisfatta dai piaceri del mondo, perché sono impermanenti ed il tuo desiderio troverà soltanto una pace momentanea lasciando in fondo quell’amaro in bocca che ti ricorda di non aver trovato ancora la pace della completezza.

A. E allora?

M. Per far cessare la ricerca della felicità devi riconoscere che tu non sei quell’io separato che si sente mancante, piccolo e sofferente. Devi scoprire chi sei veramente.


A. E  come faccio?

M. Devi scoprire chi si nasconde dietro la tua sofferenza. Inizia a fare silenzio dentro di te. Con la giusta consapevolezza potrai vedere con chiarezza e con sufficiente energia riuscirai nell’intento.

A. Ci provo, ma non riesco! La mente continua a divagare e a trasportarmi altrove.

M. Per raggiungere il silenzio interiore devi provare e riprovare, ma devi avere una grande forza!

A. Dove trovo una tale forza?

M. Quanto desideri risvegliarti? Quando desideri il risveglio più di qualsiasi altra cosa, più della tua stessa vita allora hai la forza necessaria.
La forza è proporzionale al tuo desiderio e il tuo desiderio è proporzionale alla tua sofferenza. Più provi dolore, più desidererai stare bene e più forza sprigionerai!


Quella sofferenza fondamentale che ti spinge a cercare l’appagamento e la felicità è il segnale che sei imprigionato nell’illusione della separazione, ma se ignori o interrompi quel segnale con dei surrogati di piacere che appagano solo momentaneamente i tuoi piccoli “io”, non potrà accumularsi la forza sufficiente per vincere l’illusione del sé separato e vedere che cosa si cela dietro il dolore.


Quando inizi a portare l’attenzione a questa forza interiore che cerca la completezza, la felicità e la libertà, quando senti questa forza che è mancanza e sofferenza, allora puoi modificare la tua ricerca. Invece di cercare un appagamento effimero che spegne solo temporaneamente la sofferenza lasciandoti depotenziato, puoi accettare ed accogliere la forza della sofferenza e dirigere la tua ricerca verso il vero Essere, te stesso, attraverso il silenzio interiore.


A. Quando la sofferenza è molto grande si può arrivare anche al suicidio!

M. E’ possibile, ma è solo una via di fuga. Di fronte alla sofferenza non devi fuggire. Se hai il coraggio di abbracciare il tuo dolore e di immergerti consapevolmente in esso, ti rivelerà il suo segreto, vedrai oltre l’illusione e sarai finalmente libero!